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06/06/12 - 08:05

Vroom 274, Vedo Doppio

VROOM-IT-COVER-274.jpgL'ITALIANO C'E'!

 

In un momento così difficile per il kart nazionale, il campionato italiano 2012, la manifestazione rappresentativa del nostro movimento che ha preso il via a Sarno, in un colpo solo si è scrollato le dicerie di quanti gli hanno dato addosso col chiaro tentativo di screditare la kermesse nazionale. Il terreno per attuare tali strategie, finalizzate a intaccare soprattutto l’immagine federale, è particolarmente fertile in questi primi mesi del 2012. E forse anche la Csai ci sta mettendo del suo. Però da italiano e appassionato di questo sport non posso condividere certi comportamenti denigratori, e non reputo intelligente gettare ulteriore fango sui responsabili dell’attuale gestione federale. Perché siamo tutti consapevoli che, senza la famigerata bacchetta magica, non è così immediato risolvere una situazione che si è radicalizzata in almeno 10 anni di sbagli commessi dalle precedenti amministrazioni, e adesso ci mancava anche la congiuntura con la crisi economica mondiale. Eppure sulle pagine di Vroom di denunce nei confronti di superficiali e controproducenti politiche ne abbiamo avanzate. Ora è facile fare il tiro al bersaglio: è come sparare sulla Croce Rossa. La riflessione è un’altra. Quando sarebbe stato opportuno agire per evitare che si arrivasse a questo punto nessuno mosse un dito... Fortunatamente c’è chi ancora crede, come noi, alla possibilità di fare ripartire il carrozzone nazionale... Le soluzioni sono dietro l’angolo, sempre le stesse, basta osservare quanto già fatto in Inghilterra (da leggere lo speciale su Vroom di Maggio) e in parte anche in Francia.

 

Ma appurato che l’organo federale italiano ha le responsabilità maggiori riguardo all’immobilismo perpetrato in questi ultimi anni e al conseguente disagio che sta creando nell’ambiente l’assenza di una presenza istituzionale di riferimento, alcuni segnali edificanti si registrano anche da noi. Non passa inosservato, ad esempio, l’impegno di Giuseppe Sorrentino, titolare della pista di Sarno, che per il primo appuntamento del campionato italiano è riuscito a mettere insieme, in pochi giorni, circa 160 piloti. Non sono i numeri dei bei tempi, ma l’iniziativa mirava soprattutto a incrementare il parco partecipanti. Per un migliore riscontro economico certo, ma l’idea di convogliare nell’occasione oltre alle categorie in disputa per il tricolore (60 Mini, KF3,KF2,KZ2) i piloti locali della Prodriver, in un evento limitato a 34 piloti e riservato alle classi AM e PRO con classifica e premiazione separata, è stata a dir poco brillante. Perché quei piloti si sono ritrovati a correre in un contesto importante come può esserlo il campionato italiano. Un’iniziativa intelligente perché rientra in quei progetti promozionali dal quale si possono ottenere risultati importanti. Stesso dicasi per quanto creato da Oddino Domenichini a Bastia Umbra. Portare i kart in città è un’altra di quelle promozioni che la Csai dovrebbe caldeggiare e sponsorizzare. Perché di questi tempi mettere insieme 90 piloti malgrado la pioggia incessante (e grazie anche alla presenza delle cat. Rok Cup) è qualcosa di eccezionale. Queste iniziative sono necessarie per riavviare l’interesse verso il karting coinvolgendo la massa dei potenziali appassionati. Le piste, i circuiti cittadini, le piazze, le fiere, le scuole… sono terreno fertile per promuovere la nostra disciplina motoristica. La Csai non deve nemmeno impegnarsi più di tanto, perché di gente che ci mette del suo per organizzare le manifestazioni ce n’è. Basterebbe solo cooperare invece di contrastare certe iniziative. Poi è auspicabile che l’organo competente cominci a intraprendere un progetto nuovo per le categorie nazionali da presentare entro fine 2012 inizio 2013 e rendere il tutto operativo nel 2014. Senza una politica di rinnovamento il futuro del karting nazionale è a rischio. Perché che senso avrebbe portare nuovi appassionati al karting, se poi questi si ritrovano le solite categorie malfatte, con mezzi troppo costosi e troppo difficili da gestire, dunque col solo risultato di allontanare la gente dal nostro sport (e irrimediabilmente) anziché avvicinarla?

 

Giuliano Ciucci Giuliani

 

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